Come funziona l’IPTV?

IPTV (Internet Protocol Television) è un protocollo che permette la diffusione dei canali televisivi nazionali e internazionali attraverso la banda larga internet, costituendo così un’alternativa al digitale terrestre e, soprattutto, rendendo fruibili le trasmissioni televisive su dispositivi come tablet e smartphones, oltre che sui computers e le Smart TV.

Come funziona l’IPTV?

La trasmissione dei segnali audiovisivi attraverso l’IPTV avviene sfruttando la larghezza di banda di internet. Per questo motivo, per una visione priva di interruzioni o perdite di qualità apprezzabili è richiesta una connessione internet di almeno 10 Mb/s, ovvero una buona ADSL o ancora meglio una connessione a fibra ottica. Chiaramente, analogamente con quanto avviene per altre distribuzioni di contenuti audiovisivi (tipo YouTube per capire) maggiore sarà la qualità video e maggiore sarà la larghezza di banda richiesta, quindi contenuti di video HD e ad alta definizione richiederanno connessioni internet rapide e stabili. Meglio quindi connessioni a fibra ottica piuttosto che ADSL per ottenere dei flussi streaming ad alta definizione fluidi e senza interruzioni, ancora meglio se con hardware non troppo datato. Gli streaming generalmente sono gestiti con dei download di dati sotto forma di files temporanei a pacchetti che vengono poi decodificati e resi in flusso audiovisivo dal software usato per la visione.

Il formato video dell’IPTV

Il formato video più usato per le distribuzioni IPTV è l’MPEG-4 (ovvero quella usata per i files MP4) che garantisce tipicamente una buona qualità delle immagini e dell’audio a fronte di una richiesta di banda limitata rispetto ad altri formati. Il formato MPEG-2, tipico del recente passato, sta gradualmente cedendo il passo in favore del formato MPEG-4, sia perché la richiesta di meno spazio e meno banda di quest’ultimo, sia per la sua maggiore compatibilità con vari sistemi.

L’IPTV in pratica

Il classico esempio per l’Italia è il sito RAI Play, attraverso il quale si può assistere ai contenuti offerti dall’emittente televisiva in due modi: scegliendo un canale live, cioè uno streaming audiovisivo in presa diretta, solitamente una replica esatta di canali contemporaneamente visibili attraverso il digitale terrestre in TV; oppure i cosiddetti contenuti on demand, cioè filmati di qualsiasi genere (telefilm piuttosto che fictions, films, eventi sportivi, documentari, concerti e così via) che possono essere scelti per la visione in qualsiasi momento. Chiaramente i contenuti in presa diretta saranno disponibili esclusivamente collegandosi a trasmissione in corso.

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Viceversa, per i filmati on demand si accede ad un archivio di video fruibile in qualsiasi momento.
Vi sono poi i canali a pagamento. Sky e Netflix possono esserne due buoni esempi, l’uno prevalentemente a contenuti live e l’altro esclusivamente on demand.

L’IPTV gratis

Oltre che per vedere i programmi online delle varie emittenti televisive mondiali, nonché dei canali a pagamento, l’IPTV è usato anche per aggirare certi limiti, talvolta anche in modo fraudolento.
Ad esempio, vi sono emittenti che limitano la visione delle dirette al solo paese di appartenenza (tra questi la nostra RAI e la BBC inglese), usando algoritmi che limitano i permessi di accesso ai soli indirizzi IP del paese in cui insiste l’emittente.
Altri casi di disponibilità di contenuti subordinata a una condizione si verificano con le cosiddette Pay TV, laddove è richiesta la sottoscrizione e il pagamento di un abbonamento per accedere ai servizi. Numerose Pay TV offrono trasmissioni in esclusiva, tipicamente eventi sportivi in diretta, o film di recente uscita, mediante streaming ad alta definizione.
Sono rese disponibili su alcuni siti web liste di link a streaming non ufficiali, che permettono quindi la visione di contenuti altrimenti protetti. Per la visione dei flussi IPTV si trovano in rete diversi software e apps sotto forma di lettori multimediali per ogni tipo di dispositivo.
Vi sono poi anche dei siti che offrono la visione di svariati eventi sportivi pagando degli abbonamenti più a buon mercato rispetto a quanto richiesto dai canali ufficiali. Insomma, nuovi modi di vedere la TV, ma anche nuove forme di pirateria. A questo proposito va ricordato che la visione di contenuti protetti senza autorizzazione configura per legge la commissione di reati penali.

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